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Ceramidi nelle Creme: Funzionano Davvero sulla Pelle?

Ceramidi nelle creme: riparano davvero la barriera cutanea o è solo marketing? In questo approfondimento vediamo cosa sono le ceramidi, quale ruolo hanno nello strato corneo, cosa succede quando diminuiscono, cosa dicono gli studi clinici su pelle secca e dermatite atopica, e perché tipo di ceramide, concentrazione e formulazione fanno la vera differenza.

IN QUESTO VIDEO PARLIAMO DI:

Ceramidi nelle creme: barriera cutanea o marketing cosmetico?
Cosa sono le ceramidi e dove si trovano nella pelle
Strato corneo, modello mattoni e cemento, TEWL e secchezza
Ceramidi, colesterolo e acidi grassi: cosa dice la ricerca
Non tutte le ceramidi sono uguali: tipo, costo e concentrazione
Formulazione, pelle sensibile ed effetti collaterali

DESCRIZIONE E APPROFONDIMENTI

Ceramidi nelle creme: funzionano davvero?

Quando si parla di skincare, idratazione e barriera cutanea, c’è un ingrediente che negli ultimi anni è diventato estremamente popolare: le ceramidi.

Le troviamo nelle creme idratanti, nei prodotti anti-age, nei sieri, nelle formule per pelle sensibile, nei cosmetici per pelle secca e nei trattamenti destinati alla barriera cutanea compromessa.

Secondo il marketing, le ceramidi sarebbero fondamentali per riparare la barriera cutanea, idratare la pelle, ridurre la secchezza e proteggere la pelle dagli agenti esterni.

Ma qui nasce una domanda importante: le ceramidi nelle creme riparano davvero la pelle oppure è solo marketing cosmetico?

La risposta corretta è questa: le ceramidi sono ingredienti molto interessanti e con un razionale scientifico reale, ma vedere la parola “ceramidi” sull’etichetta non significa automaticamente che una crema sia efficace.

Come sempre in cosmetologia, la differenza non la fa solo l’ingrediente. La fanno il tipo di ceramide utilizzata, la concentrazione, il rapporto con gli altri lipidi, la qualità della formula e il tipo di pelle su cui viene applicata.

Cosa sono le ceramidi

Le ceramidi sono lipidi complessi naturalmente presenti nello strato più esterno della pelle, chiamato strato corneo.

Per capire il loro ruolo bisogna immaginare lo strato corneo con il famoso modello “mattoni e cemento”.

In questo modello:

  • i corneociti, cioè le cellule dello strato corneo, rappresentano i mattoni;
  • i lipidi intercellulari rappresentano il cemento.

Le ceramidi fanno parte proprio di questo cemento lipidico.

Insieme ad altri lipidi, come colesterolo e acidi grassi liberi, contribuiscono a costruire la barriera cutanea.

Questa barriera ha funzioni fondamentali: limita la perdita d’acqua dalla pelle, aiuta a proteggere l’organismo dall’ingresso di sostanze esterne e contribuisce a mantenere un ambiente cutaneo più stabile e meno reattivo.

Per questo motivo, quando parliamo di ceramidi, non stiamo parlando di un semplice ingrediente idratante. Stiamo parlando di una classe di lipidi direttamente collegata alla funzione barriera della pelle.

Barriera cutanea e perdita d’acqua transepidermica

Uno dei concetti più importanti è la TEWL, cioè la perdita d’acqua transepidermica.

La TEWL indica quanta acqua evapora dalla pelle verso l’ambiente esterno.

Quando la barriera cutanea è efficiente, la perdita d’acqua è più controllata. Quando invece la barriera è alterata, la pelle perde acqua più facilmente.

Questo può portare a pelle secca, ruvida, fragile, desquamata, sensibile e più facilmente irritabile.

Le ceramidi sono importanti proprio perché fanno parte dei lipidi che contribuiscono a mantenere questa barriera compatta e funzionale.

Se il cemento lipidico si impoverisce o si disorganizza, i “mattoni” dello strato corneo perdono coesione e la pelle diventa più vulnerabile.

Cosa succede quando le ceramidi diminuiscono

Diversi studi hanno mostrato che la quantità e la qualità delle ceramidi nello strato corneo possono cambiare in diverse condizioni.

Una riduzione o alterazione delle ceramidi può essere osservata, per esempio:

  • con l’invecchiamento cutaneo;
  • nella pelle secca;
  • nella dermatite atopica;
  • in alcune condizioni infiammatorie cutanee;
  • dopo esposizione ripetuta a detergenti aggressivi;
  • in caso di barriera cutanea compromessa.

Quando i livelli o l’organizzazione delle ceramidi si alterano, la barriera cutanea diventa meno efficiente.

Questo può favorire aumento della TEWL, maggiore secchezza, sensazione di pelle che tira, irritabilità, prurito e minore tolleranza cosmetica.

In altre parole, una pelle povera di lipidi barriera è spesso una pelle più fragile.

Le ceramidi nelle creme possono funzionare?

Qui arriviamo alla domanda centrale: applicare ceramidi sulla pelle può davvero migliorare la funzione barriera?

La risposta è sì, in alcune condizioni e con le formulazioni corrette.

Alcuni studi clinici suggeriscono che formulazioni contenenti ceramidi possono contribuire a migliorare l’idratazione cutanea e la funzione della barriera epidermica.

In particolare, alcune ricerche hanno mostrato che creme contenenti ceramidi, colesterolo e acidi grassi possono ridurre la perdita d’acqua transepidermica e migliorare i sintomi della pelle secca.

In alcune condizioni dermatologiche, come dermatite atopica o psoriasi, prodotti contenenti lipidi barriera sono stati utilizzati come supporto cosmetico o dermatologico per migliorare la funzione barriera.

Ma bisogna evitare una semplificazione eccessiva.

Le ceramidi nelle creme non funzionano come “mattoni” che si incastrano automaticamente nella pelle ricostruendola in modo perfetto.

Il processo è più complesso.

Un punto fondamentale: non ricostruiscono magicamente la barriera

È importante chiarire un concetto spesso distorto dal marketing.

Le ceramidi applicate sulla pelle non ricostruiscono direttamente e magicamente la struttura lipidica naturale dello strato corneo.

Piuttosto possono agire come lipidi funzionali ed emollienti che contribuiscono temporaneamente a migliorare la funzione barriera, ridurre la perdita d’acqua e migliorare comfort, morbidezza e idratazione.

Il loro effetto dipende molto dalla formula.

Dipende dal tipo di ceramide utilizzata, dalla concentrazione, dal rapporto con colesterolo e acidi grassi, dal veicolo cosmetico, dalla stabilità e dalla capacità della formula di distribuirsi correttamente sulla superficie cutanea.

Quindi la parola “ceramidi” in etichetta è solo l’inizio del ragionamento, non la conclusione.

Ceramidi, colesterolo e acidi grassi: il rapporto conta

Uno degli aspetti più importanti è che nella barriera cutanea le ceramidi non lavorano da sole.

Fanno parte di una miscela lipidica complessa insieme a colesterolo e acidi grassi liberi.

Per questo motivo alcune formulazioni cercano di imitare la composizione naturale dei lipidi dello strato corneo.

Una crema può contenere ceramidi, ma se la formula non è bilanciata, se mancano altri lipidi utili o se il veicolo non è adatto, l’effetto può essere limitato.

Questo è un punto che il marketing spesso evita.

Non basta aggiungere una piccola quantità di ceramide a una crema qualsiasi per trasformarla automaticamente in un prodotto di alto livello.

Il valore della formula nasce dal progetto complessivo.

Classificazione delle ceramidi della pelle

Nello strato corneo della pelle umana sono presenti diverse classi di ceramidi.

Le ceramidi rappresentano una quota molto rilevante dei lipidi della barriera cutanea, spesso indicata intorno al 40–50% dei lipidi totali dello strato corneo.

Queste molecole non sono tutte uguali.

Le ceramidi differiscono in base alla combinazione tra:

  • base sfingoide;
  • acido grasso legato alla molecola;
  • lunghezza della catena lipidica;
  • struttura chimica complessiva.

In cosmetologia si utilizzano spesso denominazioni semplificate come Ceramide 1, Ceramide 2, Ceramide 3 e così via.

Tuttavia la realtà biologica è molto più complessa.

Le analisi lipidomiche hanno identificato numerose classi principali di ceramidi e centinaia di specie molecolari diverse.

Questo significa che parlare genericamente di “ceramidi” è molto riduttivo.

Non tutte le ceramidi hanno la stessa struttura, la stessa funzione, lo stesso costo e lo stesso interesse formulativo.

Non tutte le ceramidi sono uguali

Questo è uno dei punti più importanti per capire la differenza tra cosmetologia seria e marketing.

Non tutte le ceramidi hanno lo stesso valore funzionale.

Non tutte hanno lo stesso costo.

Non tutte sono usate alle stesse concentrazioni.

Alcune forme comunemente utilizzate nelle formulazioni topiche sono relativamente più accessibili. Altre ceramidi più specifiche, più complesse o più interessanti dal punto di vista biologico possono avere costi molto elevati.

Questo significa che due prodotti possono entrambi dichiarare “ceramidi”, ma appartenere a universi completamente diversi.

Uno può contenere una piccola quantità di una forma economica usata soprattutto come leva comunicativa.

Un altro può essere costruito con un sistema lipidico più complesso, razionale e realmente progettato per supportare la barriera cutanea.

Il consumatore medio difficilmente riesce a distinguere queste differenze solo leggendo la confezione.

Ed è proprio qui che il marketing cosmetico diventa molto furbo.

Ceramidi e pelle secca

Le ceramidi possono essere particolarmente interessanti nelle pelli secche.

La pelle secca spesso presenta una barriera meno efficiente, una maggiore perdita d’acqua e una riduzione del comfort cutaneo.

Una crema ben formulata con ceramidi, emollienti, umettanti e lipidi barriera può aiutare a migliorare morbidezza, idratazione e sensazione di protezione.

In questi casi non bisogna pensare alla ceramide come a un ingrediente isolato.

Bisogna valutare l’intera formula: glicerina, pantenolo, acido ialuronico, oli, cere, emollienti, colesterolo, acidi grassi, filmogeni e sostanze lenitive possono contribuire insieme al risultato finale.

La barriera cutanea non si migliora con un singolo ingrediente miracoloso.

Si migliora con una formula coerente.

Ceramidi e dermatite atopica

La dermatite atopica è una condizione in cui la barriera cutanea gioca un ruolo fondamentale.

In molte persone con dermatite atopica sono state osservate alterazioni dei lipidi dello strato corneo, comprese le ceramidi.

Per questo motivo, prodotti contenenti ceramidi e lipidi barriera possono avere un ruolo di supporto nella gestione della secchezza, della fragilità cutanea e della barriera compromessa.

Attenzione però: una crema con ceramidi non sostituisce la terapia medica quando è necessaria.

Può essere utile come supporto cosmetico o dermocosmetico, ma nei casi di dermatite importante, prurito intenso, lesioni, infezioni o peggioramento persistente serve una valutazione medica.

Ceramidi e anti-age

Le ceramidi vengono spesso inserite anche nei prodotti anti-age.

Il razionale esiste, ma va interpretato correttamente.

Con l’età la pelle può diventare più secca, più sottile, meno efficiente nel trattenere acqua e più vulnerabile agli stimoli esterni.

Una barriera cutanea più efficiente può migliorare l’aspetto della pelle, la luminosità, la morbidezza e la percezione delle rughe fini legate alla disidratazione.

Ma le ceramidi non devono essere confuse con ingredienti che agiscono direttamente su collagene, turnover cellulare o fotoinvecchiamento profondo.

Non sono retinoidi.

Non sono filtri solari.

Non sono procedure dermatologiche.

Possono però essere molto utili per mantenere la pelle più idratata, compatta, confortevole e resistente.

Effetti collaterali delle ceramidi

Le ceramidi sono generalmente considerate ingredienti cosmetici molto ben tollerati.

Gli effetti collaterali sono rari.

In alcuni casi possono comparire irritazioni cutanee, bruciore, rossore o reazioni individuali.

Ma spesso il problema non è la ceramide in sé.

Il problema può essere la formulazione complessiva: profumi, conservanti, oli essenziali, texture troppo occlusiva, altri attivi irritanti o ingredienti non adatti a quella specifica pelle.

Per questo motivo anche un prodotto con ceramidi va valutato nel suo insieme.

Nella maggior parte dei casi, le creme contenenti ceramidi sono utilizzate proprio per pelli secche, sensibili o con barriera cutanea compromessa.

Perché il marketing sulle ceramidi può essere fuorviante

Il marketing ama le ceramidi perché sono facili da comunicare.

La narrazione è semplice: se la pelle contiene ceramidi e la crema contiene ceramidi, allora la crema “ripara” la pelle.

Ma la realtà è più complessa.

Una formula può contenere ceramidi in quantità molto basse.

Può contenere ceramidi poco caratterizzate.

Può non avere un rapporto lipidico sensato.

Può usare la parola “ceramidi” come leva commerciale, senza che il prodotto sia davvero superiore.

Questo non significa che le ceramidi siano inutili.

Significa che non bisogna fermarsi allo slogan.

La domanda corretta non è: “contiene ceramidi?”.

La domanda corretta è: quali ceramidi contiene, a quale concentrazione, in quale sistema lipidico, con quale formula e con quale obiettivo?

Quindi le ceramidi funzionano davvero?

La risposta è sì, ma con precisione.

Le ceramidi sono ingredienti cosmetici seri e biologicamente coerenti con la funzione barriera della pelle.

Possono contribuire a migliorare idratazione, comfort, secchezza, funzione barriera e riduzione della perdita d’acqua transepidermica, soprattutto se inserite in formule ben progettate.

Ma non sono ingredienti miracolosi.

Non ricostruiscono magicamente la barriera cutanea da sole.

Non trasformano automaticamente una crema mediocre in una crema eccellente.

Non tutte le ceramidi sono uguali e non tutte le formule che le contengono hanno lo stesso valore.

Conclusione

Le ceramidi sono ingredienti cosmetici molto interessanti e con un ruolo importante nella barriera cutanea.

Il loro razionale scientifico è molto più solido rispetto a molti ingredienti usati solo per ragioni di marketing.

Tuttavia vedere la parola “ceramidi” sull’etichetta non significa automaticamente che un prodotto sia efficace.

Per capire davvero la qualità di una formula bisogna considerare il tipo di ceramide utilizzata, la concentrazione, il rapporto con altri lipidi, il veicolo cosmetico e naturalmente l’intera formulazione.

Le ceramidi possono essere utili soprattutto nelle pelli secche, sensibili, disidratate o con barriera cutanea compromessa.

Ma, come sempre nella skincare, la differenza non la fa il singolo ingrediente.

La fa la formula.

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